RECENSIONI IN PILLOLE DI PAOLO ARTIOLI – ELYSIUM

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Dopo il sorprendente District 9, Neill Blomkamp torna alla regia con un action fantascientifico che ha molti punti in comune con il suo lavoro precedente. Abbandonato lo stile da Mockumentary, il giovane regista sudafricano si butta in una produzione hollywoodiana di alto livello e affida il ruolo di protagonista a Matt Damon. La storia ricorda per certi versi il grande Metropolis: in un universo distopico l’umanità è suddivisa in due gruppi, i pochi eletti che vivono in una stazione spaziale orbitante che si chiama Elysium, e la maggior parte dei poveri che tentano di sopravvivere sulla terra in un ambiente malsano e sovrappopolato. Torna quindi il tema fondante di District 9, ovvero quello della suddivisione tra classi. L’aspetto documentaristico viene però messo da parte, in favore di una rappresentazione spettacolare ed entertaining della storia. Pur interessante nel suo sviluppo e denso di idee affascinanti, Elysium soffre di un difetto non ascrivibile al film precedente di Blomkamp: la mancanza di picchi emotivi. La storia, seppur ben scritta, finisce infatti per essere fagocitata da un flusso delle vicende che si dispiega in maniera piatta e con sequenze action non particolarmente adrenaliniche. Un film senza infamia e senza lode che non aggiunge nulla al genere di riferimento. 

 

PAOLO ARTIOLI

 

RECENSIONI IN PILLOLE DI PAOLO ARTIOLI – ANOTHER EARTH

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Esiste un’altra faccia della terra? E un doppio di noi stessi? Partendo da queste domande, Another Earth, classico film da Sundance, analizza un tema dibattuto come quello dell’elaborazione del lutto, declinato attraverso una realizzazione che rimanda per certi versi persino alla sci-fi. La pellicola, che ricorda per molti aspetti Melancholia di Lars Von Trier, fonde quindi in maniera adeguata il dramma di una tragedia, una giovane che investe e uccide la moglie e il figlio di un professore, e la presenza angosciante e inquietante di un altro pianeta corrispettivo al nostro. Esiste una seconda possibilità? Non perdetevi il finale a sorpresa.

Paolo Artioli   

 

RECENSIONI IN PILLOLE DI PAOLO ARTIOLI – MARGIN CALL

Margin Call

Che cosa succede nelle camere oscure dell’alta finanza? Margin Call, diretto da J.C. Chandor, prova a rispondere a questa domanda e a descrivere una giornata di crisi in una delle istituzioni economiche più importanti di New York. Seguendo le regole del thriller, e con un utilizzo di un linguaggio molto tecnico, il giovane regista si e ci cala in un mondo crudele, senza etica, dove il benessere dell’uno corrisponde alla disgrazia dell’altro. Un film nero, quasi apocalittico, che è lo specchio fedele della realtà economica di oggi. Margin Call regge dall’inizio alla fine, con un ritmo serrato e una storia coinvolgente. Straordinario il cast, nel quale spiccano un redivivo Kevin Spacey e un grande Jeremy Irons.

PAOLO ARTIOLI

RECENSIONI IN PILLOLE DI PAOLO ARTIOLI – SOLO DIO PERDONA

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Nicolas Winding Refn è un regista molto apprezzato dal pubblico cinefilo per la capacità di coniugare il cinema di genere a una resa visiva e stilistica di chiaro stampo autoriale. Dopo il cult Drive, una summa dei suoi temi preferiti con un Ryan Gosling a suo agio nel ruolo dello stuntman dalla doppia personalità, Refn si portava dietro delle grandi aspettative per il suo nuovo lavoro, una sorta di revenge movie ambientato nel sottobosco criminale thailandese. Solo Dio perdona non riesce tuttavia a replicare il successo del suo lavoro precedente. Seppur molto curato dal punto di vista estetico, con un uso particolare del rosso che regna in ogni sequenza, il nuovo film del regista danese non ha un’anima, forse nemmeno una trama vera e propria. Refn tende a rallentare l’azione, a ridurre al minimo i dialoghi e, in definitiva, a privare di un senso il suo discorso. Insomma, Solo Dio perdona è da considerarsi il suo primo passo falso. Ma noi continuiamo ad avere fiducia in lui…

PAOLO ARTIOLI